Agosto

L'editoriale di Nino Sospiri

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Nel dettaglio, vengono tracciati i principali obiettivi da perseguire nel prossimo decennio per quattro aree prioritarie: clima; natura e biodiversità; qualità dell' ambiente e della vita negli ambienti urbani; uso sostenibile e gestione delle risorse naturali e dei rifiuti. Viene, in particolare, individuata una Strategia in continuità con i principi di Rio 1992, con il 6° Piano d ' A z i o n e Ambientale dell'UE e con gli obiettivi fissati a Lisbona e poi a Göteborg e in linea con le recenti decisioni assunte a Johannesburg in materia di piena o c c u p a z i o n e , coesione sociale e tutela ambientale. Per ognuna delle quattro aree prioritarie sono fissati obiettivi e condotte, derivanti dagli impegni internazionali che l'Italia ha sottoscritto e gli impegni nazionali che si è data, corredati da una serie di indicatori di sviluppo sostenibile in grado di misurarne il raggiungimento.

Tra gli strumenti d'azione, la Strategia prevede: l'integrazione del fattore ambientale in tutte le politiche di settore, a partire dalla valutazione ambientale di piani e programmi e nei mercati, con la riforma fiscale ecologica nell'ambito della riforma fiscale generale; la considerazione delle esternalità ambientali e la revisione sistematica dei sussidi esistenti; il rafforzamento dei meccanismi di consapevolezza e partecipazione dei cittadini; lo sviluppo dei processi di Agenda 21 locale; l'integrazione dei meccanismi di contabilità ambientale nella contabilità nazionale. Regole certe, leggi chiare e una programmazione meno partigiana delle politiche ambientali. Sono le azioni di governo che il ministro Altero Matteoli ha perseguito e continua ad adottare con successo alla guida del dicastero dell'Ambiente, tanto da raccogliere un consenso sempre più ampio e consapevole.

Occorre ora solo continuare su questa strada e portare a termine quanto di buono è stato avviato.

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